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Egitto: scontri, riunione d'emergenza del governo

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Egitto: scontri, riunione d'emergenza del governo

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Sarebbero saliti a 36, secondo fonti dei copti egiziani, i cristiani morti negli scontri di ieri al Cairo con le forze dell’ordine e poi con gruppi di musulmani. Oggi ancora tensioni, mentre il governo si è riunito per una seduta d’emergenza, aperta con un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Alcuni dei manifestanti sarebbero morti perché investiti dai mezzi dell’esercito. I feriti sono oltre 200 e almeno 40 gli arrestati.

Gli scontri sono avvenuti mentre i copti protestavano davanti alla tv di stato per chiedere la rimozione del governatore di Assuan, dove la scorsa settimana è stata distrutta una chiesa.

Il premier Essam Sharaf ha parlato di provocazioni messe in atto per allontanare il Paese dalle prime elezioni democratiche, previste per il 28 novembre: “Chiedo a ogni egiziano di non dare credito a voci incontrollate e di non agire sulla base di calunnie, perché lo Stato è in pericolo a causa di questi episodi ripetuti, che danneggiano le capacità della nazione.”

La protesta si è sovrapposta a quella che si svolgeva a Piazza Tahrir, ma anche ad Alessandria e in altre città, contro il maresciallo Tantaui, capo del Consiglio Supremo della Difesa, accusato di non essersi impegnato per far rispettare i diritti dei cristiani, che in Egitto rappresentano il 10% della popolazione.