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Polonia al voto, braccio di ferro tra liberali e conservatori. Ma spuntano anche gli anticlericali

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Polonia al voto, braccio di ferro tra liberali e conservatori. Ma spuntano anche gli anticlericali

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Donald Tusk o Jaroslaw Kaczynski. Questa domenica la Polonia sceglierà se confermare al timone del Paese il centrodestra liberale al potere o cambiare in favore di posizioni più conservatrici ed euroscettiche. Sentiamo che aria tira per le strade di Varsavia: “Penso che il risultato ci sorprenderà. Non sapremo chi vincerà fino all’ultimo, e credo che la differenza tra i due principali Partiti sarà minima” – dice una cittadina.

Tema forte dei liberali la crescita economica. Il premier uscente, Donald Tusk, promette di privatizzare e rilanciare gli investimenti stranieri nel Paese che ospiterà il Campionato europeo di calcio 2012, evento considerato un fiore all’occhiello del suo governo, vicino a Bruxelles e aperto al dialogo con Mosca.

Diversi i toni del principale contendente. Jaroslaw Kaczynski, conservatore ed euroscettico ha sul finire alzato i toni della campagna elettorale per catalizzare il consenso di giovani e disoccupati, opponendosi alle liberalizzazioni e appellandosi alla difesa dell’identità nazionale dall’ingerenza tedesca nella gestione delle economie europee, in questa fase di crisi economica.

Ma dalle urne potrebbe uscire un altro risultato sorprendente: l’ascesa della formazione laica e apertamente anticlericale, che punta ad una cinquantina di seggi in Parlamento.