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Morte Jackson: medico, fu lui a chiedermi il Propofol

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Morte Jackson: medico, fu lui a chiedermi il Propofol

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Fu Micheal Jackson a chiedere al suo medico di somministrargli il propofol, il farmaco che gli procurò la morte.

Questa la posizione della difesa nel processo contro Conrad Murray, l’ex medico personale della rock star, accusato di aver provocato la sua morte.

In una drammatica registrazione audio fatta due giorni dopo la morte di Jako, Murray rivela alla polizia di aver iniettato il medicinale alla rock star e di essere andato al bagno subito dopo. Al suo ritorno Michael Jackson non respirava più.

“Erano le 4.30 del mattino – dice Murray nel suo racconto – quando il cantante manifestò un malessere. ‘Devo essere pronto per lo show in Inghilterra, domani cancellerò la mia performance, non posso farcela se non dormo’ – sono le parole di Jako riportate dal medico. Quindi – prosegue Murray – gli dissi di porvare a chiudere gli occhi. A quel punto mi chiese un pò di latte dell’amnesia, che era il nome che aveva dato al propofol”.

Murray è accusato di omicidio colposo e negligenza: rischia quattro anni di carcere.

L’accusa cerca di dimostrare che il medico somministrò all’artista un cocktail letale di sedativi, mentre la difesa punta a evidenziare la dipendenza di Jackson dalle droghe.