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Francia: Turchia riconosca genocidio armeno. La replica: opportunismo politico

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Francia: Turchia riconosca genocidio armeno. La replica: opportunismo politico

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“Non spetta alla Francia dare ultimatum ma il tempo non è infinto, e la Turchia deve riconoscere nei prossimi mesi il genocidio degli armeni del 1915”.

Sono le parole che Nicolas Sarkozy ha più volte ripetuto nel corso della sua visita in Armenia, minacciando l’adozione di un testo di legge per punire “chi nega la morte di centinaia di migliaia di persone”.

“Tali osservazioni sono frutto di opportunismo politico” è stata la risposta di Ankara attraverso il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, che ha bollato il messaggio di Sarkozy come demagogico in vista delle presidenziali del 2012. Ha poi invitato la Francia a riconciliarsi in primo luogo con il suo passato coloniale.

Ma non è solo in Armenia che Sarkozy si è fatto paladino dei diritti dei popoli. Nella sua successiva visita in Georgia il presidente francese ha lanciato un forte appello alla Russia affinché cessi ‘‘le minacce e le intimidazioni’‘ contro Tbilisi.

In piena campagna elettorale Sarkozy ha dato nuovo smalto alla sua immagine puntando molto sulla politica estera. In questo contesto si inserisce anche il suo tentativo di mediazione sul caso Palestina all’Onu.

In Armenia il presidente ha fatto visita al museo che ricorda le vittime del genocidio che, la maggior parte degli storici concordano, furono un milione e cinquecentomila.