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Tusk-Kaczynski, la Polonia sceglie tra liberali e conservatori con un occhio all'Europa

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Tusk-Kaczynski, la Polonia sceglie tra liberali e conservatori con un occhio all'Europa

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Il traguardo per Donald Tusk non è lontano, ma nemmeno scontato. Il Primo Ministro uscente della Polonia, leader del partito liberale “Piattaforma Civica” marcia verso la rielezione nelle consultazioni politiche polacche in programma domenica prossima. E, dalla caduta del comunismo, sarebbe la prima conferma di un leader al governo dalla caduta del comunismo.

La partita si gioca quasi esclusivamente tra liberali e conservatori, con i partiti minori che, intercettando consensi, potranno incidere sugli equilibri finali e sulla formazione del futuro governo.Il quadro economico abbastanza positivo del Paese pone in vantaggio Tusk sul suo principale rivale, Jaroroslaw Kacynski. I due personaggi si dividono da un po’ di anni la scena politica della Polonia.

Nel 2007, la vittoria popolare di Tusk, che succede a Kaczynski nel ruolo di primo ministro. 50 Anni, con alle spalle una carriera che lo aveva portato ad esercitare le funzioni di vicepresidente del Senato e poi della Camera Bassa, punta da subito a dare di sè l’immagine di un uomo legato a solidi valori:

“Quel che davvero conta nella vita – dice in un suo celebre intervento – è l’amore, non il potere”

Di formazione e profondi convincimenti liberali, è un fervente sostenitore dell’Europa, auspica il rafforzamento delle istituzioni comunitarie e promette di dare impulso alle privatizzazioni. A bordo del suo autobus, sta facendo circolare in tutta la Polonia l’idea-cardine che occorra meno stato e piu’ imprendori che si riflette nello slogan “La Polonia in costruzione”.

La Polonia che, dopo il suo ingresso nell’Unione Europea, adesso ambisce alla zona euro.

I numeri la danno ragione: 38 milioni di abitanti che godono di un economia prospera mentre ovunque imperversa la crisi. La Polonia è l’unica nel “club dei 27” ad aver mantenuto la crescita in un generale panorama recessivo. Il suo prodotto interno è aumentato del 3,8% del 2010 e il deficit, atteso al 6,5% quest’anno, secondo le previsioni, dovrebbe riscendere al di sotto della soglia del 3% nel 2012.

Numeri, che insieme ad un tasso di disoccupazione puttosto elevato, non convincono Jaroslaw Kaczynski, che – saldamente al timone del suo partito conservatore “Diritto e giustizia” – vuole con determinazione tornare al potere

Un obiettivo perseguito senza esclusione di colpi, facendo leva anche sull’emozione provocata dalla tragedia di Smolensk, nella quale suo fratello gemello, presidente della Polonia, trovo’ la morte nel 2010. Intorno a questo incidente, Kacinsky ha sviluppato la teoria di un complotto ordito da Tusk insieme ai russi.

Decisamente euroscettico, “anti-establishment” Kaczynski cerca di catalizzare il consenso dei giovani e soprattutto di quelli che non hanno un posto di lavoro stabile.

Si oppone fermamente a nuove ondate di privatizzazione esaltando ‘animo patriottico e l’identità polacca.

Al di fuori dei due grandi schieramenti, c‘è il vuoto o quasi, con una sinistra che dal 2005 non riesce piu’ a riemergere. L’SDL di Grzegorz Napieralsk e’ accreditato di un modesto 10% delle intenzioni di voto.

Cosi’ come il partito dei contadini guidato da Waldemar Pawlak, la piu’ antica formazione politica spesso presente nelle coalizioni governative, che non andrebbe oltre il 10% dei suffragi. Ma non e’ piu’ tempo di sondaggi, la parola ora passa agli elettori.