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Jobs, l'uomo che ha reso l'informatica un gioco

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Jobs, l'uomo che ha reso l'informatica un gioco

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Steve Jobs, l’uomo che ha reso l’informatica un gioco, semplice semplice, tenendo conto anche dell’estetica.

Il suo sguardo visionario ha rivoluzionato le abitudini di giovani e meno giovani.

Nato nel 1955 a San Francisco, da una ragazza madre, ha solo una settimana di vita quando viene adottato da una coppia di umili origini.

Comincia a lavorare da ragazzino alla Hewlett Packard; poco brillante negli studi, il suo iter accademico si interrompe dopo appena un semestre di università. Continua comunque a seguire i corsi che più gli interessano mentre nel garage di casa, insieme al “compagno di giochi” Steve Wozniak, crea il primo Apple computer. È il 1976.

Il Macintosh fa il suo debutto nel 1984, è il primo personal computer dotato di mouse e di un’interfaccia grafica. È un successo.

Jobs non è solo un genio dell’informatica, è anche un mago del marketing e lancia il suo Mac a livello globale.

Nel 1985, Jobs lascia l’azienda da lui fondata per ritornarci nel 1996.

Ritorno salutato con entusiasmo dall’ad Apple di allora:

Gilbert Amelio, ex ad di Apple:

“Non è solo un visionario di fama, è un visionario di fatto”.

Nel giro di due anni, il visionario rilancia l’azienda: nel 1998 l’iMac, il pc dai colori choc e le forme smussate è venduto a 1300 dollari.

Negli anni successivi vengono commercializzati altri modelli di successo, come la serie di iBook, poi uscito dalla produzione nel 2006, e sostituito dal nuovo MacBook.

La mente creativa di Jobs non smette di produrre altre idee innovative.

Nel giugno scorso Steve Jobs presenta il nuovo servizio di Apple, l’iCloud che permette di accedere a musica, foto e documenti direttamente dal telefono cellulare o dall’iPad, ovunque ci si trovi.

A tutti salta agli occhi il suo stato fisico: il male che combatte dal 2003 l’ha ridotto pelle ossa.

In agosto si dimette da amministratore delegato, lasciando il timone a Tim Cook e restando come presidente.

Oggi il visionario esce definitivamente di scena.