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Il testamento di Jobs: "Siate affamati, siate folli"

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Il testamento di Jobs: "Siate affamati, siate folli"

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Siate affamati, siate folli. Sono le parole dette da Steve Jobs in uno dei tanti incontri pubblici, in cui raccontando la propria vita come una favola straordinaria incitava i giovani studenti delle università statunitensi a vivere seguendo le proprie passioni.
 
Il Fondatore ed ex amministratore delegato di Apple si è spento a Palo Alto in California, all’età di 56 anni, per il cancro al pancreas contro cui lottava dal 2004. L’inventore della mela lascia un impero: in un’economia che fatica a riprendersi, le azioni Apple costano circa 400 dollari l’una, è l’azienda che vale di più al mondo.
 
Un successo imprenditoriale che aggiunge alla parabola del sogno americano, il tocco rivoluzionario del genio della tecnologia. E davvero Steve Jobs è stato folle e affamato per tutta la vita, come raccontò agli studenti dell’università di Stanford. Lui che, figlio di genitori adottivi, non si era mai laureato in informatica, preferendo la strada più economica seguì solo i corsi che gli interessavano. Sempre alla ricerca, anche spirituale. Arriva dopo il viaggio in India e la scoperta dell’LSD, la scelta di fondare la Apple.