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Dal Consiglio d'Europa no alla selezione prenatale del sesso


Redazione di Bruxelles

Dal Consiglio d'Europa no alla selezione prenatale del sesso

Fiocco rosa e fiocco azzurro? Una scelta da sempre governata dalla natura…a cui l’uomo cerca di sostituirsi con la selezione prenatale del sesso.

In Asia si registra una netta preferenza per la prole di sesso maschile, che in Paesi come l’India e la Cina si è rafforzata anche a causa della “politica del figlio unico” dettata dall’esigenza di frenare l’incremento della popolazione.

Gli ultimi dati indicano tuttavia che questa discriminazione verso le donne interessa anche paesi che fanno parte del Consiglio d’Europa che, come e’ noto, assegna valore fondamentale al rispetto della Convenzione per i diritti umani.

Non ha dubbi in proposito il parlamentare spagnolo Jordi Xuclà, membro della commissione affari sociali sanità e famiglia: “Credo sia opportuno – afferma – chiamare le cose con il loro nome e dire con chiarezza in quali paesi il rapporto maschio-femmina è chiaramente sproporzionato a vantaggio del genere maschile, dei ragazzi. Stiamo parlando dell’Armenia, dell’ Azerbaïdjan, della Georgia e dell’Albania”.

Il rapporto naturale alla nascita e’ di 105 bambini per 100 bambine. In Georgia questo valore sale a 111 e in Albania, Armenia e Azerbaïdjan a 112.

Alla base ci sono ragioni economiche, sulle quali pesano sedimentazioni culturali e pregiudizi molto radicati che vorrebbero gli uomini piu’ utili alla famiglia e alla produttivita’. Un fenomeno, quello della preferenza per il sesso maschile in questi paesi, le cui conseguenze demografiche saranno evidenti nei prossimi due decenni.

“Conseguenze negative – osserva Doris Stump, portavoce e membro della Commissione per l’uglianza uomo-donna – possono scaturire dal fatto che non ci siano abbastanza donne nella società. Ad esempio una lotta per le donne fra gli uomini. In Cina, troviamo che c‘è già una violenza maggiore fra gli uomini, troviamo anche una maggiore frequenza degli stupri e un significativo traffico di donne che si collega a queste dinamiche”.

L’Assemblea ha invitato i Paesi membri del Consiglio d’Europa a legiferare per impedire la “selezione prenatale del sesso” nell’ambito delle sempre piu’ evolute tecniche per la procreazione assistita e l’aborto legalizzato. Unica eccezione la prevenzione di gravi malattie ereditarie legate al sesso. Ma il problema vero e’ di ordine bioetico.

“Vogliamo pensare ai bambini – conclude Doris Stump – come si fa per le auto? Quando si va a comprare una macchina si dice “questa volta la voglio rossa” e la volta successiva “ora la voglio blu”. Con i bambini penso che dovremmo essere più umili e accettare il sesso determinato dalla Natura”.

E certamente anche i bambini, diretti interessati, la pensano cosi’…

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