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I familiari di Meredith: "vogliamo la verità"

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I familiari di Meredith: "vogliamo la verità"

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Chiedono verità i familiari di Merdith Kercher, tornati a parlare ai giornalisti in un hotel di Perugia. E aspettano di leggere le motivazioni della sentenza.

“Due anni fa fu accertato che Guedé non agì da solo solo, chi era con lui?” si chiede il fratello Lyle. “Accettiamo la decisione annunciata ieri, rispettiamo il tribunale e il sistema giudiziario italiano”, dice. “Ci chiediamo come una sentenza così certa due anni fa possa essere stata completamente capovolta”.

Meredith aveva 21 anni quando aveva lasciato l’università di Leeds per studiare a Perugia, fino alla morte nell’appartamento in via della Pergola. “Le nostre vite sono state distrutte”, dice la madre, Arline. “Quello che è successo a Meredith è l’incubo di ogni genitore: che accada a un figlio qualcosa di orribile nel posto in apparenza più sicuro: la sua camera da letto”.

Annunciano ricorso in Cassazione intanto i pm,

tra cui Manuela Comodi: “non condivido per niente la sentenza”, afferma, “neanche la condanna per calunnia che contraddice in modo clamoroso l’assoluzione per l’omicidio”.