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Eurogruppo: in discussione nuovo aumento del Fondo salva-Stati

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Eurogruppo: in discussione nuovo aumento del Fondo salva-Stati

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Ancora il rafforzamento del Fondo di salvataggio non è stato ratificato da tutti gli Stati dell’Eurozona che si discute di potenziarlo ulteriormente. Dopo le indiscrezioni su un possibile aumento della dotazione finanziaria a sostegno dei Paesi in crisi, il dibattito è diventato pubblico tra i Ministri europei delle Finanze, riuniti a Lussemburgo.

Didier Reynders, Ministro belga delle Finanze

“Ogni giorno che passa diamo segnali negativi; stiamo perdendo tempo e anche mezzi per intervenire. Dopo tutti gli sforzi che ha fatto la Grecia, spero che si decida con urgenza, nelle prossime ore, nei prossimi giorni, di versare l’ultima tranche e che tutti i parlamenti nazionali facciano il loro dovere”.

Ma se da un lato c‘è chi insiste per accelerare, non mancano i “no” all’idea di mettere nuovamente mano alle casse del Fondo. Il primo arriva dalla Finlandia, che già aveva dato del filo da torcere, chiedendo delle garanzie per l’aumento dei contributi deciso a luglio.

Jutta Urpilainen, Ministro finlandese delle Finanze

“No, siamo contrari a un aumento”.

Anche la Germania rimane scettica a proposito.

Wolfgang Schauble, Ministro tedesco delle Finanze

“Come ho detto giovedì di fronte al Parlamento tedesco, solo 10% dei 440 miliardi di euro del Fondo di stabilizzazione finanziaria sono impiegati per Portogallo e Grecia. Ecco perché tali speculazioni in questo momento non hanno senso”.

Non è la posizione di svariati analisti, secondo i quali si tratta di settimane cruciali in cui non ci sono alternative a decisioni radicali da parte dei politici europei.

Pierre Defraigne

Madariaga, Fondazione del Collegio d’Europa

“Non c‘è dubbio, abbiamo bisogno dell’effetto leva, bisogna ampliare la dotazione del fondo. Sarebbe un grave errore, però, farlo solo sulle spalle della Banca centrale europea. Così facendo, i politici non sarebbero responsabilizzati a sufficienza. Bisogna invece trasformare quest’Unione monetaria in un’Unione fiscale: questo disarmerebbe completamente i mercati”.