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Due ok dall'Ecofin: controllo finanze pubbliche e trasparenza derivati

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Due ok dall'Ecofin: controllo finanze pubbliche e trasparenza derivati

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Via libera alle misure per la governance economica, il cosiddetto “six pack”, da parte dei Ministri delle Finanze riuniti a Lussemburgo. Si tratta delle regole per controllare in maniera più severa i deficit e i debiti pubblici europei.

Non solo: i responsabili del Tesoro hanno dato l’ok anche a norme per garantire maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie, in particolare quelle che riguardano i derivati.

Michel Barnier, Commissario europeo all’Economia:

“I derivati sono dei contratti finanziari usati ad esempio dalle imprese per coprirsi contro le variazioni dei tassi di cambio o contro le oscillazioni dei prezzi delle materie prime, come il petrolio. Sono prodotti che permettono agli attori finanziari di gestire meglio il rischio, ma in alcuni casi sono strumenti di speculazione”.

Tenere sotto controllo le finanze pubbliche e rendere più trasparenti i mercati finanziari, dunque. Ma senza dimenticare la crescita.

Margherita Sforza, euronews:

“All’Ecofin la parola d’ordine è ancora consolidare i conti pubblici: una priorità fondamentale per evitare una nuova recessione. Ma dopo tanta austerity alcuni Paesi vogliono aprire il dibattito sulle strategie necessarie per rilanciare la crescita”.

Per il Ministro spagnolo dell’Economia, Helena Salgado, i Paesi che si trovano in una migliore situazione economica dovrebbero spingere la domanda globale, ma senza identificare Paese per Paese. Dovrebbe essere una decisione presa da ciascun governo.

Giulio Tremonti, Ministro italiano dell’Economia:

“Non puoi avere la crescita basata solo sulla domanda interna di beni di consumo. Non puoi basarla solo sull’export, perché è fragile. Devi compensare con la terza gamba della domanda pubblica, che è la grande idea degli eurobonds”.

Intanto, dopo quasi un anno di trattative, le regole per la governance economica ora approvate dai Ventisette saranno realtà tra un mese o poco più. Grazie ad esse, i Paesi il cui debito pubblico non diminuirà di un ventesimo all’anno saranno sottoposti a sanzioni semi automatiche.