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Usa, gli indignati puntano su Washington

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Usa, gli indignati puntano su Washington

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E’ una voce sempre piu’ forte quella che si leva dal movimento degli “indignati americani”. Dal presidio nello “Zuccotti Park” di Manhattan, all’occupazione del ponte di Brooklyn a nuove e piu’ estese iniziative per opporsi allo strapotere della finanza e delle lobby.

“Il nostro scopo – sottolinea Clark, uno dei manifestanti – è quello di concentrare l’attenzione sulle ingiustizie sostanziali che si stanno verificando in questo momento in tutto il nostro Paese, con la commistione tra interessi politici ed imprenditoriali, pubblici e privati”. “Mi auguro che questa mobilitazione continui a destare l’attenzione collettiva – dice Melania, che insegna arte nelle scuole – “Bisogna andare avanti proprio ora che molte agenzie di stampa si stanno occupando delle proteste. Penso che sia necessario conquistare le prime pagine”.

Gli arresti e il clamore dei giorni scorsi, a quanto pare, non hanno fermato questo fronte di gente comune, composta da studenti, insegnanti, veterani, disoccupati che hanno annunciato per il 6 ottobre prossimo il loro sbarco a Washington, città-simbolo del potere, per rivolgersi al Presidente Barak Obama nel giorno che segna il decennale della guerra in Afghanistan. Alla Casa Bianca, gli “indignati di Wall Street” chiederanno, con un sit-in in Freedom Plaza e lungo Pennsylvania Avenue, di recuperare con coraggio una politica che riparta dal basso.