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Sacrifici umani nel Perù pre-colombiano

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Sacrifici umani nel Perù pre-colombiano

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I Maya e gli Aztechi non erano probabilmente le uniche civiltà pre-colombiane a praticare sacrifici umani. A suggerirlo sono i resti di 40 bambini ritrovati a Huanchaquito, nel nord del Perù, e risalenti a circa ottocento anni fa. In quel periodo, questa zona era abitata dai Chimu. Secondo Gabriel Prieto, direttore degli scavi, alle vittime sarebbe stato estratto il cuore, un aspetto che ricorda pratiche sacrificali comuni anche tra le coeve civiltà in Mesoamerica: “Ci sono chiari segni di violenza sulle vittime. L’alterazione nelle ossa indica che sono stati sacrificati con pratiche violente o sottomessi a rituali in cui gli organi interni sono stati manipolati”.

Gli archeologi ritengono che i sacrifici umani avessero l’obiettivo di placare le divinità durante periodi di forti piogge. Gabriel Prieto: “Questi bambini Chimu hanno un aspetto in comune: sembra che i loro cuori siano stati estratti. Lo pensiamo per due motivi: in primo luogo, lo sterno presenta un taglio a metà; e inoltre le costole sono state manipolate, certamente spostate dalla loro posizione originaria. Questo richiama i riti delle tribù mesoamericane come quella degli aztechi”.

Sul sito sono stati rinvenuti anche i resti di 74 lama. Secondo i ricercatori, le tribù pre-colombiane credevano che questi animali trasportassero lo spirito dei defunti nell’aldilà.