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Rogo di una moschea in Israele. Netanyahu condanna

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Rogo di una moschea in Israele. Netanyahu condanna

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Il fuoco della violenza sullo stallo della diplomazia. L’incendio di una moschea nel nord d’Israele accende gli animi e complica i negoziati con i palestinesi.

Le firme sui muri dopo l’ennesimo attacco del genere in poche settimane parlano di vendetta per la sospetta morte di un colono e suo figlio, avvenuta il 23 settembre a Hebron.

Vivaci le proteste con cui la popolazione locale ha reagito al rogo, appiccato all’alba nel villaggio della Galilea di Tuba Zangaria, a nord del lago di Tiberiade.

Immediata la condanna del premier Netanyahu, che ha parlato di atto indegno e contrario ai valori dello Stato di Israele.

Parole che arrivano poco prima dell’atteso faccia a faccia con Leon Panetta, il Segretario alla difesa statunitense, in Medio Oriente anche per incontrare Mahmoud Abbas.

Una mossa con cui Washington cerca di scongiurare il voto all’Onu sul riconoscimento dello Stato palestinese e di rilanciare i negoziati diretti, dopo la richiesta di Ramallah di un preliminare stop a nuovi insediamenti israeliani.