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L'industria peschiera spagnola nel mirino per sussidi eccessivi e pratiche illegali

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L'industria peschiera spagnola nel mirino per sussidi eccessivi e pratiche illegali

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L’inchiesta sulla compagnia spagnola “Armatori Vidal” accende i riflettori sulla politica della pesca in Europa.

Secondo il consorzio internazionale di giornalismo investigativo, la società in questione avrebbe ricevuto in 15 anni oltre 8 milioni di euro di sussidi pubblici, nonostante conducesse attività di pesca illegale, impoverendo i mari di razze proibite e superando le quantità di cattura fissate per legge.

Isabella Lönvin, eurodeputata, Gruppo Verde

“In questo momento l’Europa sta attraversando una profonda crisi: non possiamo giustificare in nessun modo che i soldi dei contribuenti vengano usati per fini contrari al bene comune”.

Per Europêche, l’associazione che rappresenta il settore peschiero in Europa, gli aiuti erano invece in linea con l’obiettivo di ridurre il surplus di pescato nei mari del Vecchio continente.

Javier Garat, Presidente Europêche, lobby pescatori

“I sussidi erano destinati soprattutto allo smaltimento delle navi, a ridurre la capacità di sfruttamento dei mari, quindi l’inchiesta presenta delle cifre false. Dal 1986, quando la Spagna è entrata nell’allora comunità europea, fino ad oggi, c‘è stata una riduzione da 21mila a meno di 11mila imbarcazioni, circa il 47% in meno. Ovviamente, questo ha anche portato a una diminuzione degli impiegati nel settore della pesca di circa la metà”.

Razionalizzare lo sfruttamento dei mari conservando l’equilibrio occupazionale sarà la priorità numero uno della futura riforma della pesca.

Oliver Drewes, portavoce Commissario alla Pesca

“Siamo in una situazione di surplus di pesca: in Europa si pesca con troppe imbarcazioni una piccola quantità di pesce. E’ una situazione insostenibile per i consumatori, per l’ambiente, ma anche per i pescatori stessi”.

Intanto il gruppo “Armatori Vidal”, già sanzionato in passato e in attesa di appello dopo una sospensione degli aiuti, sarà nuovamente sottoposto ad accertamenti.