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Atene taglia 30.000 statali ma i conti non migliorano

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Atene taglia 30.000 statali ma i conti non migliorano

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Sono circa 800 mila. Sono i dipendenti pubblici greci, la parte piu’ complicata del pacchetto di riforme chiesto da Unione europea e FMI per evitare il default del Paese. Da oltre 30 anni hanno beneficiato delle politiche accomodanti della destra e della sinistra. Se i funzionari hanno contribuito ad allargare il deficit della Grecia, ora ne pagano le conseguenze.

“In tutti questi anni sono stati i due maggiori partiti a creare questo settore pubblico tramite processi clientelari; ora sarà molto difficile cambiare perché si deve riorganizzazione del tutto il sistema del pubblico impiego”.

Attualmente in Grecia i dipendenti pubblici rappresentano il 20% dei lavoratori e il loro contratto è blindato. Il piano di riforma prevede un abbassamento degli stipendi del 20% entro il 2015. Il governo greco si prepara a tagliare 30 mila statali che verranno messi in mobilità per un anno al 60% dello stipendio e poi licenziati. Ma anche questo piano potrebbe non bastare per evitare il peggio.

I dipendenti pubblici sono un simbolo di questo paese, il loro lavoro è sancito dalla Costituzione, e nonostante la crisi e l’insofferenza generale, godono di ampio sostegno da parte di tutta la popolazione.

I salari sono noti a tutti. Lo stipendio di base per un funzionario pubblico di primo livello è di circa 800 euro, con premi e bonus si arriva anche a 1300 euro.

“Moltissimi greci, che votano per entrambi i due grandi partiti, lavorano per il settore pubblico e questo costerà caro a livello politico. Oggi la gente non vede un futuro, non vede una via d’uscita da questa crisi. E’ un segnale molto forte. Sarà molto dura per il governo attuale cercare di far fronte a questa emergenza. Dovrà darsi parecchio da fare, ma lo deve fare”.

Quello che è certo è che il nuovo piano d’austerity peserà su tutti lavoratori, l’economia non crescerà il prossimo anno come era invece previsto. Per evitare la bancarotta i greci si preparano a nuovi pesanti sacrifici.