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Civili fuggono da Sirte in vista dell'attacco finale degli insorti

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Civili fuggono da Sirte in vista dell'attacco finale degli insorti

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Gli abitanti di Sirte hanno caricato in fretta e furia sulle automobili tutti i loro averi, per cercare di fuggire il più presto possibile. Nella città natale di Gheddafi – una delle ultime roccaforti dell’ex-regime, assediata ormai da oltre due settimane – gli insorti dicono di essere pronti a sferrare l’attacco finale contro le forze fedeli al Colonnello.

Per i civili, però, non è semplice scappare da una città sull’orlo della crisi umanitaria: “La situazione è molto brutta – dice un abitante -. Non c‘è carburante, non c‘è cibo, non ci sono medicine. Non c‘è nulla. Le persone non possono partire perché ci sono molti combattimenti e bombardamenti”.

La conferma della condizione disperata degli abitanti arriva dalla Croce Rossa Internazionale, entrata nella città per portare beni di prima necessità, medicinali e materiale per operazioni chirurgiche. Gli ospedali sono in condizioni sempre più precarie, mancano l’ossigeno e il carburante per alimentare i generatori elettrici. Curare i feriti, molti dei quali civili, è impossibile.

I fedeli del Colonnello continuano a resistere, e la tregua di due giorni annunciata venerdì dal Consiglio Nazionale di Transizione per permettere agli abitanti di lasciare la città resta lettera morta.