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Crisi greca, tra rivolte e incontri europei

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Crisi greca, tra rivolte e incontri europei

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Incontrato a Parigi il premier greco George Papandreou, nei prossimi giorni il presidente francese Nicolas Sarkozy vedrà Angela Merkel.

Forti del recente sì tedesco e ora anche austriaco al potenziamento del fondo europeo di salvataggio, discuteranno di maggiore integrazione della zona euro e delle vie d’uscita a una crisi che non è solo ellenica: “Il fallimento della Grecia sarebbe il fallimento di tutta l’Europa”, ha dichiarato Nicolas Sarkozy, “Non ci sono alternative credibili. C‘è invece un obbligo morale ed economico di solidarietà. Non è possibile abbandonare la Grecia”.

Papandreou rassicura l’Europa: Atene è pronta a mantenere gli impegni in cambio degli aiuti ed è aperta all’invio di osservatori internazionali.

“Il popolo greco è determinato a fare i cambiamenti necessari. Stiamo facendo sacrifici e vivremo sulla nostra pelle le decisioni che abbiamo preso. È nostra responsabilità attuare tutte le riforme necessarie, prima di tutto perché vogliamo cambiare la Grecia e renderla un paese competitivo, socialmente giusto e trasparente”.

I greci, in piazza a oltranza, non sembrano altrettanto fiduciosi. Temono l’inutilità e il peso di nuovi sacrifici in un paese già al collasso e in conflitto permanente, che negli ultimi tre anni ha visto 60 mila persone emigrare in cerca di lavoro.