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Tintin razzista? Il fumetto va a processo

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Tintin razzista? Il fumetto va a processo

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Il vecchio Tintin sarà pure riuscito a conquistare Steven Spielberg, in tempi recenti, ma gli tocca comunque il tribunale, in patria.

È uno studente congolese a chiedere ai giudici di vietare un volume, “Tintin nel Congo”, perché razzista, in quanto dipinge gli africani come non evoluti.

“Non possiamo accettare una cosa come questa, nel 21esimo secolo. Non possiamo più permettere queste cose come si faceva prima. Penso che oggi, e lo dico per esperienza personale, sono convinto che non possiamo più tollerare atti con una componente razzistica. Oggi dobbiamo lottare contro questo, perché la società sia in pace”

Un po’ troppo, per l’avvocato della casa editrice Moulinsart, che detiene i diritti per i fumetti di Hergé:

“Una cosa del genere significa aprire il vaso di Pandora. Vuol dire che domani si chiederà di vietare Dickens per le sue opere che contengono elementi di anti-semitismo, o Mark Twain, o la Bibbia”

Pubblicato nel 1931, il volume risente chiaramente dello spirito dell’epoca e si inserisce in quel contesto storico. In attesa della difficile sentenza del Tribunale di Bruxelles, le vendite sono aumentate vertiginosamente.