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Caso Neyret, il maxi-scandalo della polizia francese

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Caso Neyret, il maxi-scandalo della polizia francese

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Per la polizia francese è un cataclisma. Dopo il vicecapo di Lione Michel Neyret, finiscono in manette altri tre poliziotti, coinvolti anche quattro magistrati e la moglie del commissario.

Il sospetto è che facciano parte di un vasto traffico internazionale di stupefacenti. A capo ci sarebbe lui, il superflic con trent’anni di carriera alle spalle e un sequestro di cocaina da record nel maggio scorso.

Neyret avrebbe remunerato alcuni informatori con la droga requisita e fatto liberare chi gli interessava.

“Michel Neyret è criticato per i legami con la grande criminalità”, dice l’avvocato David Metaxas, “Ma hanno sempre lavorato con la criminalità. Altrimenti, come potevano essere informati su un carico di 115 chili di eroina? Solo i criminali ne sono al corrente”.

Vittima di un complotto, di un regolamento di conti interni o solo un poliziotto corrotto? Al giudice di Parigi che lo ascolterà nelle prossime ore il compito di appurarlo.

“Sarebbe un dolore immenso per la polizia nazionale. Il dolore di vedere uno dei propri uomini che ha abbandonato la retta via”, ha commentato il ministro dell’interno francese, Claude Guéant, “Se c‘è colpevolezza, verranno applicate le sanzioni adeguate”.

Il super poliziotto Neyret, 55 anni, aria da commissario all’antica, sempre ben vestito, ha ispirato anche un film, quello di Olivier Marchal, “Les Lyonnais”.