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Libero scambio: per l'Europa una rischiosa opportunità

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Libero scambio: per l'Europa una rischiosa opportunità

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In questi giorni di crisi economica le proteste sono dure. A volte violente. Crisi, libero scambio e globalizzazione sono parolacce per molti europei. Ma alcuni di quegli stessi Paesi dove i movimenti anti-globalizzazione sono popolari stanno traendo beneficio dai mercati mondiali. L’Unione europea, il più grande blocco commerciale del pianeta, fa sapere che le esportazioni rappresentano un terzo del suo 1,8% di crescita del PIL nel 2010. Nonostante i vantaggi, il libero scambio è nei guai. Molti sostenitori del nazionalismo economico credono che gli incontri di Doha sui negoziati commerciali siano tramontati. Senza attendere Doha, l’Unione e le altre potenze economiche stanno negoziando accordi bilaterali di libero scambio. Ma alcuni settori sono nervosi a causa delle preoccupazioni dell’area di libero scambio (FTA) di un’Europa invasa da merci a basso prezzo. Gli operai temono per il loro lavoro e inoltre l’Europa cresce lentamente e ha disperatamente bisogno dei mercati mondiali per tirarsi fuori dalla crisi.

Gli ospiti di questa edizione di The Network: da Bruxelles Karel De Gucht, schietto commissario al Commercio dell’Unione europea, ex responsabile dello Sviluppo e degli Aiuti umanitari dell’Unione europea. Bernadette Ségol, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati, che ha detto che l’Europa dovrebbe agire per evitare che i lavoratori possano diventare quello che lei chiama “le fiches del casinò del capitalismo”. Reinhard Quick, presidente del gruppo di lavoro per le negoziazioni del libero scambio, che ha detto che l’Europa ha bisogno di riforme strutturali per competere nell’economia globale e di aprirsi al commercio con i mercati emergenti.