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"Più integrazione politica e economica in Europa"

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"Più integrazione politica e economica in Europa"

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Un anno fa al parlamento europeo si teneva il primo discorso sullo stato dell’Unione.

La situazione lasciava prevedere margini di ripresa.

Il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, era già allora accusato di essere poco aggressivo nei confronti della crisi.

Un anno dopo la scena al parlamento europeo non è cambiata, la crisi invece si è aggravata.

Oggi l’Unione è percepita, nel mondo intero, come il cuore del problema. La Grecia è sotto i riflettori e l’euro gode di pessima salute.

Sono in molti a chiedere un’azione più vigorosa e un migliore coordinamento.

I 27 si trovano di fronte alla prima grande difficoltà da superare insieme, uniti.

Euronews ha incontrato Barroso subito dopo il suo discorso davanti al parlamento.

Gli abbiamo chiesto quali siano le ricette per uscire da questa situazione.

La soluzione degli eurobond è percorribile?

“Gli eurobonds non costituiscono una soluzione magica, penso che possano essere usati quando ci sarà una fiducia sufficiente. Gli stati membri che hanno un debito inferiore non vedono di buon occhi questa soluzione per via di quei paesi poco disciplinati nella gestione dei propri conti pubblici”.

Così come le famiglie europee, anche i governi devono stringere la cinghia.

La parola d’ordine per Barroso è rigore.

“Oggi è stata varata una normativa importante, che avevamo presentato un anno fa.

Allora era stato piuttosto difficile, ma nonostante tutto abbiamo rinforzato il PAtto di stabilità e di crescita, che dà più autorità alla Commissione per imporre regole e una disciplina comune nella zona euro e nell’Unione”.

Per Barroso ci vuole anche una maggiore integrazione politica:

“La Commissione da sola non può risolvere il problema. Abbiamo bisogno di una leadership e che i governi europei difendano l’Europa, che spieghino ai propri cittadini che cosa si perderebbe se la crisi dell’euro si aggravasse ulteriormente”.