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L'innovazione per le città di domani

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L'innovazione per le città di domani

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Le nostre città sono centri di innovazione, dove le menti e le macchine lavorano assieme per sviluppare nuove tecnologie. Un ambiente collaborativo può promuovere la creatività.

“Vogliamo praticare un modo di fare ricerca che permetta a diverse comunità di ricercatori di diverse discipline di lavorare assieme continuamente”, dice Lim Chuan Poh, direttore dell’agenzia per la scienza, la tecnologia e la ricerca di Singapore, “perché lo spazio più interessante nella ricerca di oggi è quello in cui le discipline si intersecano”.

Anche le città sono intersezioni: crocevia di culture e centri di scambio. A Singapore la diversità viene ampiamente sfruttata nel campo della ricerca e dello sviluppo dell’alta tecnologia.

“Non ci troviamo più in un ambiente di ricerca in cui tutto ruota attorno a una competenza specifica, come la fisica”, sostiene Francois Luc, di Thales Solutions Asia, “si va invece verso aree che richiedono l’interazione di molte competenze diverse”.

La società francese Thales, specializzata nell’aerospazio, la difesa e la sicurezza, ha assunto un approccio multidisciplinare per produrre il suo sistema di comando e di controllo.

I ricercatori di ergonomica, fisiologia, matematica e information technology lavorano assieme al progetto nella sede di Singapore.

“Ciò che è evidente è l’esplosione del volume di dati ricevuti”, spiega Luc. “Quindi occorre sempre più lavorare per fare in modo che da questi dati si ottengano informazioni utilizzabili, perché alla fine c‘è sempre un lato umano”.

E lato umano vuol dire diversità: una diversità di culture, conoscenze, capacità ed esperienze. Trovare la strada giusta per sfruttare talento e diversità in una grande città non è sempre immediato.

“Riuniamo gente da tutto il mondo affinché lavori con la comunità locale, proponiamo il concetto di integrazione, di collaborazione tra le persone”, afferma Lim Chuan Poh. “Ma bisogna anche essere realistici perché alla fine si tratta di esseri umani, ci sono aspetti comportamentali e organizzativi che fanno da limite. Fare in modo che la gente veda i vantaggi della collaborazione richiede più tempo”.

A Singapore un centro di ricerca ospita società che operano nel settore dei media, della scienza, dell’ingegneria, dell’IT.

Tra questi i laboratori di HP che testa nuove applicazioni per i social media e il cloud computing, ossia la conservazione dei dati non nel computer ma su Internet.

“Tutto sarà nel cloud: pc e notebook diventeranno molto sottili e molti servizi saranno fuori dal computer”, dice Francis Lee, direttore di ricerca ai laboratori HP di Singapore. “Credo che ciò avrà un grande impatto sul tipo di impresa, le piccole e medie si serviranno del cloud computing. I costi di avvio per le imprese diminuiranno notevolmente e questo libererà più creatività”.

Il cloud computing è una delle forze che cambiano il volto dell’innovazione nel mondo high-tech.

“Il cloud computing cambierà il modo in cui le persone vivono in città, e Singapore è il luogo ideale per dimostrarlo”, continua Lee. “Nei laboratori HP di Singapore siamo flessibili sull’organizzazione del tempo, lasciamo a ognuno la libertà di organizzarsi, la cosa principale è portare a termine il lavoro e si può lavorare anche a distanza”.

Mentre progressi informatici come il cloud computing cambiano il modo di lavorare, selezionare i progetti giusti richiede una visione chiara.

“Le comunità di ricerca di tutto il mondo lavorano più o meno in base agli stessi orientamenti”, sostiene Lim Chuan Poh. “Se si ossservano i piani generali di ricerca e sviluppo dei grandi laboratori nel mondo si nota che si assomigliano. Ma per trovare una posizione di nicchia che offra dei vantaggi occorre una ricerca profonda e molta riflessione sulle proprie capacità”.

Lavoro flessibile, progetti multidisciplinari e una diversità di culture e competenze: la ricetta per l’innovazione nelle città del futuro.