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Yemen, nuova protesta per dimissioni Presidente

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Yemen, nuova protesta per dimissioni Presidente

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“Parole, parole, parole”: si scalda la piazza a Sanaa, la capitale yemenita, dove la risposta al discorso del Presidente, considerato alla stregua di un inutile insieme di parole, è una nuova manifestazione. E sono le donne, per prime, a dire di non poterne più.

La protesta è stata duramente repressa nella sua fase iniziale, dal gennaio scorso sono morte circa 450 persone. Poi, Ali Abdullah Saleh ha tentato la via del dialogo, ribadita ieri, ma senza mai prendere in considerazione la richiesta più pressante fatta dalla piazza: quella delle sue dimissioni. “Questo presidente ci ha stancati – dice oggi una manifestante -, siamo stanchi delle sue decisioni e delle sue bugie, ora è il momento della rivoluzione pacifica del popolo e dei giovani, perché questo presidente se ne vada”

Saleh guida lo Yemen da oltre trent’anni. Alcune settimane fa, la tensione era salita a tal punto che il Presidente rimase ferito da colpi di mortaio sparati sulla sua residenza. È rientrato da pochi giorni dall’Arabia Saudita, e ieri ha promesso riforme ed elezioni, ma non le dimissioni.