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Putin bis, le sfide di un nuovo mandato

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Putin bis, le sfide di un nuovo mandato

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L’annuncio di un prossimo ritorno di Putin al Cremlino non è stata una sorpresa. Il mentore di Dmitri Medvedev non ha mai ceduto il titolo di uomo forte della Russia. E quando si candiderà per un terzo mandato presidenziale, nelle elezioni del marzo 2012, avrà ottime chance di successo. “Voglio esprimere la mia gratitudine – ha detto – per la reazione positiva alla mia proposta di candidarmi per la carica di presidente. Questo è per me un grande onore”.

Il posto di primo ministro passerà a Medvedev: uno scambio di ruoli concepito per mantenere l’assetto attuale del potere e garantire stabilità politica, in un paese spesso spaventato dal cambiamento.

Ma le dimissioni del ministro delle finanze Alexei Kudrin, invocate da Medvedev, rischiano di scombinare le carte. Le divergenze tra i due riguarderebbero temi di politica economica: in particolare l’intenzione di Medvedev di aumentare le spese sociali. Alcuni ritengono invece che Kudrin puntasse alla premiership e che per questo motivo abbia espresso sfiducia nei confronti dell’attuale presidente. Il problema è che un’uscita di scena di quello che è considerato il garante del risanamento finanziario della Russia potrebbe allontanare gli investitori internazionali, su cui Putin è costretto a fare affidamento per modernizzare il paese.

La prima sfida che attende il prossimo presidente sarà quella di ridurre la dipendenza del paese dalle esportazioni di idrocarburi. Con una nuova recessione globale in vista, la Russia è infatti alla mercé delle fluttuazioni dei prezzi del gas: un aspetto che già in passato si è rivelato un grosso fattore di debolezza.

Altra priorità: rinnovare infrastrutture ormai cadenti. Quattro catastrofi aeree e il naufragio di un battello da crociera sul Volga, nell’estate, hanno provocato 222 vittime. Un bilancio che la dice lunga sulla necessità di investimenti in settori primari.

Non ultima, la lotta contro la corruzione, vera piaga che affligge la Russia, relegandola insieme a Cambogia, Kenya e Laos nella lista dei paesi più corrotti compilata da Transparency International. Un male endemico che mette in fuga i capitali stranieri e sottrae risorse allo stato.

Ad aggravare le cose contribuisce la denatalità: secondo le statistiche ufficiali, nel 2025, la popolazione attiva in Russia diminuirà di dieci milioni di persone. Un fatto che inciderà negativamente sulla crescita economica e che produrrà un aumento delle spese sociali.