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Russia: giochi politici, senza scordare gli affari


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Russia: giochi politici, senza scordare gli affari

Dmitri Medvedev, Vladimir Putin e Viktor Janukovyč, un incontro a tre vicino a Mosca per trovare un accordo sul gas.

Quello venduto dalla Russia all’Ucraina che, principale paese di transito per il gas russo verso l’Europa, chiede prezzi più bassi.

Ottimista il presidente ucraino che, dice, è venuto qui anche per essere loro accanto in un giorno simbolico.

Il riferimento è allo scambio dei ruoli tra il premier e il presidente suo delfino, ufficializzato al congresso del partito Russia Unita, e che avverrà probabilmente dopo le presidenziali di marzo.

La notizia ha sollevato sgomento in una parte dell’opposizione, che vede la terza presidenza Putin come la premessa per una possibile sollevazione:

“Hanno proclamato un nuovo principio. È il principio del disprezzo del popolo e della completa irremovibilità del potere”, spiega Boris Nemtsov, “Questo, a mio parere, è un modo di agire come il bielorusso Lukashenko. Putin diventerà un Lukashenko, poi un Mubarak e poi un Gheddafi. Sfortunatamente, il popolo non ha l’opportunità di protestare, ma solo di scendere in piazza.”

Una manifestazione di sostegno a Putin è stata inscenata invece dall’organizzazione studentesca “Giovane Russia”, che si è guadagnata visibilità politica con le sue azioni contro gli oppositori.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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