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Guerra di Libia: Sirte, ultima linea del fronte

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Guerra di Libia: Sirte, ultima linea del fronte

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I combattenti del governo di transizione libico penetrano più in profondità a Sirte, città natale di Muammar Gheddafi.

Ma non è la conquista totale, i fedeli del rais non si ritirano, rinvigoriti dal messaggio di Aisha Gheddafi sul padre che, armi in pugno, combatterebbe sul campo.

Armi spesso proibite, come quelle ritrovate a Sabha dagli insorti che chiedono all’Occidente come disfarsene in maniera corretta.

Intanto alle Nazioni Unite il primo ministro Mahmud Jibril invoca la fine delle sanzioni:

“Il congelamento dei nostri fondi deve essere tolto con la massima urgenza. Lasciate che il Consiglio di sicurezza prenda presto questa risoluzione storica”.

Tripoli, ha promesso Jibril, sarà ‘‘un modello di successo per democrazia e sviluppo”.

Una Libia diversa da quella di Muammar Gheddafi che solo due anni fa esordì sullo stesso palcoscenico con una lunga e teatrale invettiva contro l’Occidente e l’Onu.