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Russia teme effetti del rallentamento in Usa e Ue

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Russia teme effetti del rallentamento in Usa e Ue

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Forte dei suoi petroldollari e di un livello di indebitamento da fare invidia, la Russia non può tuttavia fare a meno di guardare con preoccupazione alla tormenta che si sta abbattendo sull’eurozona e sugli Stati Uniti.

A Mosca è ancora fresco il ricordo del tonfo del 2009 causato dalla crisi mondiale. Oggi il rublo si avvicina ai minimi toccati quell’anno. Dal 2010, la valuta è stata soggetta a forti fluttuazioni, seguendo il corso del petrolio, prima voce dell’export russo. E se nel secondo trimestre di quest’anno bastavano 27,3 rubli per fare un dollaro, oggi ne servono più di 32.

Di conseguenza – sostiene Mikhail, un residente di Mosca – “è diventato più costoso risarcire i debiti contratti in dollari. Ed è diventato più costoso anche viaggiare all’estero”.

Una realtà di cui molti, nella capitale russa, sembrano essere consapevoli, ma che per il momento non desta allarmismo.

“Tutto questo non è affatto piacevole, e ci saranno ripercussioni sul potere di acquisto, ma non possiamo farci niente, possiamo soltanto parlarne”.

Le prospettive a breve restano favorevoli, ma sul lungo termine il paese potrebbe risentire dei rischi che incobmbono sulla crescita globale. La fuga di capitali osservata dall’inizio dell’anno – oltre 30 miliardi di dollari – ne è la conferma.