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Abbas e il discorso che scuote le diplomazie internazionali

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Abbas e il discorso che scuote le diplomazie internazionali

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Le probabilità che la richiesta venga accolta sembrano scarse. Ma solo il fatto che  una domanda del genere venga posta, fa trattenere il fiato all’intera Comunità Internazionale. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas , nell’atteso intervento all’ Assemblea generale, chiederà alle Nazioni Unite di risconoscere la Palestina come uno Stato e di accettarne l’adesione come 194esimo membro dell’ONU.
 

Se a Ramallah sono già stati allestiti i maxischermi per seguire in piazza e parola per parola, il discorso del leader palestinese, nel resto del mondo le diplomazie internazionali si interrogano sugli effetti di una richiesta che non ha precedenti, e che secondo molti osservatori va al cuore del problema: dal 1974 ad oggi, questa è l’unica occasione in cui la causa palestinese sia stata posta alla Comunità Internazionale in risposta alla paralisi del processo di Pace.
 
I negoziati riprenderanno  afferma Abbas “nel momento in cui Israele metterà fine agli insediamenti e accetterà i confini del 1967 come base del negoziato stesso”. Ovviamente di segno opposto il commento del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Obama ha già avvertito che gli Stati Uniti porranno il veto sulla richiesta palestinese di adesione all’Onu, ma gettare il sasso nello stagno ha permesso ad Abbas di aprire uno spiragllio nuovo: Sarkozy ha proposto la concessione alla Palestina dello status di “osservatore” in seno alle Nazioni Unite, ritenendo che il passaggio potrebbe essere un “passo in avanti” verso la pace.