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Un muro come tomba. Storie palestinesi da Betlemme

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Un muro come tomba. Storie palestinesi da Betlemme

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Se aprire le finestre ogni mattino diventa un trauma. Ecco la vista dalla casa della famiglia Anastas. Un muro alto 6 metri che praticamente circonda l’intero edificio, a Betlemme. La barriera di cemento costruita da Israele li ha divisi da parte della famiglia che vive dall’altro lato.

La situazione di totale isolamento ha già fatto fallire un negozio della famiglia e nell’altro, ancora stoicamente aperto, Claire Bandak Anastas aspetta in vano che qualche cliente si addentri in questo vicolo cieco:

“Viviamo nella paura” racconta. “Una vita orribile da tanti anni e in particolare quando occupavano l’edificio, quasi sempre in piena notte, facevano vedere dei documenti dicendo che erano ordini militari che gli davano il diritto di piazzarsi lì. Di solito nella nostra camera da letto, quasi sempre dopo aver svegliato i bambini pistole alla mano”.

Questa famiglia, i cui bambini non hanno voluto apparire in video, discende da immigrati veneziani giunti in Terra Santa più di 5 secoli fa. Ora si chiedono quale futuro ci sia per loro in questa terra.

“Siamo frustrati” dice ancora Claire “siamo del tutto ignorati in quanto civili, persone che chiedono solo il rispetto dei diritti umani. Speriamo che qualcosa cambi al più presto perché non ce la facciamo più”.

“Barriera di protezione per gli israeliani, muro d’oppressione per i palestinesi. Quel che è certo è che questa barriera è l’incubo della famiglia Anastas. Isabel Ces, Betlemme, euronews”.