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Libia: caos nelle file dei ribelli al fronte

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Libia: caos nelle file dei ribelli al fronte

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La Nato è fiduciosa: la missione in Libia verrà conclusa entro tre mesi, periodo del quale è stata prolungata.

Non è lo stato d’animo che si registra tra i ribelli, impegnati nell’assalto finale agli ultimi bastioni pro-Gheddafi.

La mancanza di coordinamento ha fatto fallire le ultime operazioni militari, in particolare a Bani Walid, come racconta il comandante Mahmoud al-Nafati:

“Abbiamo avuto una serie di problemi: la mancanza di armi e uomini, che supponevamo ci coprissero le spalle. Eravamo impegnati al fronte sin dal mattino presto. Non siamo riusciti a capire perché le retrovie abbiano battuto in ritirata”.

Il caos tra le truppe degli insorti ha fatto anche vittime: uomini colpiti da fuoco amico o rimasti uccisi durante l’addestramento.

L’altro fronte caldo è Sirte, dove oggi c‘è stata una tregua nei combattimenti, in attesa di nuove munizioni e nel tentativo di limitare le vittime tra i civili, che a decine stanno cercando di fuggire.

Ai check-point i ribelli controllano che fra la gente non si nascondano lealisti.

Una donna denuncia una situazione di grave emergenza umanitaria a Sirte: “Tutto è distruzione, combattimenti e famiglie uccise. La gente sta cercando di fuggire, nessuno rimane nella propria casa. Tutti vogliono andare via, ma abbiamo paura. Non posso credere di essere riuscita a scappare e di essere ancora in vita”.

Non è chiaro quando i ribelli daranno il via alla battaglia finale a Sirte.

Nelle ultime ore è finita la fuga dell’ex premier libico Baghdadi al Mahmudi. È stato arrestato in Tunisia.