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Germania: la visita del Papa, senza troppe contestazioni

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Germania: la visita del Papa, senza troppe contestazioni

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Da quando Ratzinger è Papa, la fede in Germania non pare una cosa scontata: l’anno scorso si è verificato il boom di abbandoni della Chiesa cattolica, per via degli scandali, per via anche di posizioni considerate retrogade. E la prima giornata in patria, per Benedetto XVI, minacciava di essere particolarmente complicata.

Così non è stato, invece: il Pontefice ha tranquillamente stretto la mano al sindaco omosessuale di Berlino, ha incontrato migliaia di fedeli nello stadio olimpico, e non ha nemmeno incontrato troppo dissenso in occasione del suo discorso in Parlamento: solo un terzo delle sedie dell’opposizione socialdemocratica, verde e di sinistra era vuoto. Gli altri c’erano, hanno ascoltato e anche applaudito.

“Penso che anche oggi non possiamo augurarci null’altro che un cuore che ascolti, la capacità di distinguere il bene dal male e quindi di seguire il vero Diritto, meritarci la giustizia e la pace”, ha detto il Pontefice ai parlamentari. Di diritto, e non di norma, o legge, aveva parlato anche prima, citando Sant’Agostino: “Se togliamo il Diritto – aveva detto – che cosa differenzia uno Stato da una banda di briganti?”, ed è la frase, insieme alle posizioni sull’ecologia, che ha maggiormente colpito i media tedeschi, inizialmente piuttosto ostili a Benedetto XVI. Come la piazza, che si prevedeva affollata di manifestanti anti-Papa, pronti a contestare le posizioni della Chiesa su omosessualità, preservativi, diritti delle donne. Una piazza che però, alla fine, lo ha contestato molto meno del previsto.