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I racconti dei profughi palestinesi 63 anni dopo la guerra

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I racconti dei profughi palestinesi 63 anni dopo la guerra

I racconti dei profughi palestinesi 63 anni dopo la guerra
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Betlemme accoglie due dei più grandi campi profughi palestinesi, Aida e Dheisheh. I loro abitanti provengono da oltre 40 villaggi, in fuga dal conflitto del 1948. Il problema dei rifugiati è uno dei punti controversi del conflitto israelo-palestinese.

Ahmad Nasrallah Jibril ha scritto il nome del suo villaggio, vicino Gerusalemme, sulla facciata di casa, altri hanno conservato le chiavi come ricordo.

“C’era la guerra tra israeliani e arabi e gli israeliani hanno cominciato a bombardare il nostro villaggio, quindi siamo scappati tutti, giovani e anziani”, racconta Ahmad Nasrallah Jibril. “Ricordo che avevo otto anni. Gli israeliani hanno distrutto il villaggio, era la guerra, hanno distrutto il villaggio, piazzavano bombe sotto le case e così hanno distrutto tutto il villaggio”.

La famiglia di Daoud Ahmad Jalil el Hasrak ha vissuto il dramma della fuga due volte. Nel 1948 e nel 1967. “Venimmo a sapere delle uccisioni a Deir Yassin, la gente era preoccupata per le mogli e i figli, è per questo che andammo via, siamo semplici agricoltori”, dice Daoud Ahmad Jalil el Hasrak. “Era la nostra terra, nel villaggio c’erano circa 300 persone, ognuno aveva la sua terra, terra buona, vasta, vivevano del lavoro della terra ed erano felici”.

“Abbiamo preso tutto ciò che potevamo, all’epoca la gente non possedeva molte cose, prendemmo i vestiti e le cose per il letto e la cucina”, racconta sua moglie Jalila el Hasrak.

La famiglia conserva come un tesoro i due oggetti che hanno potuto portar via nel 1948, una macina e un setaccio.

Samir Awis, anche se è nato nel campo di Aida, sente di appartere alla terra dei suoi antenati, un sentimento reso più forte dal fatto che non può accedere al suo villaggio d’origine.

“Vivo in un campo profughi, ma nel mio cuore mi sembra di vivere nel villaggio dei miei antenati”, dice Samir Awis, “forse perché non ho avuto la possibilità di visitarlo, di vederlo con i miei occhi, a causa dell’occupazione israeliana, perché è all’interno della linea verde, anche se è ad appena dieci minuti da qui”.

Aida, Dheisheh, due nomi e una storia comune a tutti i rifugiati. Il cui diritto al ritorno è sancito dalla risoluzione 194 dell’Onu.

Isabel Ces, euronews:

“Ufficialmente Israele non ha mai cacciato i palestinesi dalle loro terre. Tuttavia non permette il loro ritorno né li ha risarciti nonostante la risoluzione dell’ONU riportata all’ingresso del campo profughi di Dheisheh”.