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Addio all'ultima speranza: Troy Davis va a morte domani

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Addio all'ultima speranza: Troy Davis va a morte domani

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Gli restano 24 ore di vita prima d’essere giustiziato. Troy Davis, dopo 20 anni passati nel braccio della morte, si è visto rifiutare la grazia dallo Stato della Georgia che lo accusa di omicidio. Una storia giudiziaria così controversa e piena di buchi neri da aver mobilitato per la grazia il Vaticano, Amensty, Jimmy Carter, Desmond Tutu. In vano.

“Non possiamo crede che il Comitato di Grazia stia mandando a morte una persona nonostante tutti i dubbi irrisolti sulla sua colpevolezza” dice l’avvocato Laura Moye. “Eravamo speranzosi che avrebbero agito per bloccare l’esecuzione”.

Dei 9 testimoni che accusavano un cittadino nero di aver ucciso un poliziotto bianco, 7 hanno ritrattato. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Niente impronte, niente prove del Dna che lo inchiodino. Mark Macphail fu ucciso vicino a un Burger King a Savannah, Georgia.

“Noi siamo le vittime” dice la vedova. “Guardateci bene. Sono passati 22 anni, è l’ora della giustizia. Abbiamo bisogno di giustizia”.

“Mio padre è la vittima” dice il figlio. “Mio padre non ha avuto la possibilità di dare la sua versione dei fatti. Se ne è andato troppo presto”.

La risposta sulla richiesta di grazia era l’ultima possibilità per Davis: secondo i suoi legali il Comitato potrebbe ancora ricredersi ma gli spazi legali per evitare l’iniezione letale sono pressochè inesistenti.