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Taglio rating Italia: cresce malcontento nel Paese

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Taglio rating Italia: cresce malcontento nel Paese

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Se per Silvio Berlusconi la colpa è dei media, dei “retroscena” disegnati dai giornali, Giulio Tremonti minimizza: “la decisione di Standard & Poor’s era scontata, attesa”.

Ma sono ore calde per il ministro dell’Economia, che oggi incontra banchieri e industriali, che sicuramente chiederanno conto di un declassamento che significa perdita di credibilità e maggiori costi.

Il malcontento nel Paese è palpabile, come emrge da queste interviste raccolte per le strade di Roma.

Una pensionata dice: “Basta con barzellette di Berlusconi, e di tutti… Tutti i politici italiani devono andare a casa”. Un ragazzo è pessimista: “L’Italia ha dimostrato di essere dal punto di vista poltico fragile, incerta”.

Sulla stessa linea la dichiarazione di un’altra passante: “Non so come mai abbiamo tutti la stessa opinione. L’immagine che diamo al mondo è pessima, ma lo è anche quella che diamo a noi stessi, non solo al mondo”.

Quella di Standard & Poor’s è l’ennesima tegola sulla testa degli italiani. Pochi giorni fa la Commissione europea aveva tagliato le sue stime sulla crescita del Paese nel 2011, perché nel terzo e quarto trimestre sarà pari a zero.