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Italia: S&P boccia manovra, Confindustria vuole nuove misure

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Italia: S&P boccia manovra, Confindustria vuole nuove misure

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La bocciatura della manovra da parte di Standard&Poor’s e la retrocessione dell’Italia sono una nuova tegola per il governo Berlusconi, già messo sotto pressione dalle proteste dell’opposizione e dalle inchieste della magistratura. Persino tra i suoi alleati le voci critiche si fanno più frequenti.

Il piano d’austerità da 60 miliardi di euro varato la settimana scorsa non è giudicato sufficiente dall’agenzia di rating, ma Silvio Berlusconi liquida il giudizio come “fuori dalla realtà” e dettato da considerazioni politiche.

L’opposizione, anche quella centrista dell’UDC, torna a chiedere che il premier si faccia da parte, ritenendo che i suoi problemi influenzino negativamente l’immagine dell’Italia e la sua capacità di ripresa.

“C‘è un grande problema di credibilità politica, è chiaro – afferma Pier Ferdinando Casini -. Le agenzie di rating parlano anche di questo. Gli analisti discutono della mancanza di credibilità del governo italiano, oltre che dell’inefficacia di questa manovra.”

Non è soltanto l’opposizione a criticare il governo. Gli imprenditori sono sempre più preoccupati per la difficile situazione economica.

Emma Marcegaglia dichiara: “O il governo è in grado, domani o nella prossima settimana, di varare una serie di riforme serie, forti, impopolari, che creino una discontinuità chiara sui mercati, oppure questo governo deve andare a casa.”

Ma, oltre al governo italiano, sono anche le agenzie di rating ad essere nell’occhio del ciclone. Due associazioni di consumatori hanno deciso di chiedere i danni a Standard&Poor’s, accusandola di agire per far scomparire l’euro.