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Crisi in Grecia: il prezzo pagato dai giovani

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Crisi in Grecia: il prezzo pagato dai giovani

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A pagare il prezzo della crisi, in Grecia, sono anche i giovani. Centinaia di studenti sono scesi in piazza ad Atene contro le misure di austerità, che stanno avendo pesanti ripercussioni sul sistema dell’istruzione. “La nostra vita è diventata un inferno – dice un manifestante -. Alcuni nostri parenti sono stati licenziati o vengono pagati male. Facciamo fatica a pagarci alcuni beni primari, come il cibo, l’elettricità. L’anno scolastico è iniziato una settimana fa e non abbiamo gli insegnanti, non avevamo i libri e dicono di non avere i soldi per stamparli”.

Di fronte al Parlamento sono volate grida, e dvd. È con i dvd infatti, che il ministero dell’Istruzione sopperisce alla carenza di libri di testo. Quest’anno, le risorse riservate all’istruzione arrivano solo al tre percento del Pil, parte degli sforzi di Atene di ridurre la spesa pubblica. “Stanno andando tutti in altri Paesi per cercare lavoro – dice una ragazza -. Non so se questa sia una soluzione, ma è qualcosa. Molte persone lo fanno”. “Voglio andare all’estero perché non credo che qui in Grecia ci sia più un futuro – dice un’altra ragazza -. Sì, mi trasferirò”.

Per molti giovani greci la fine degli studi significa disoccupazione, che, tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, ha già superato il 30 percento.