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Tensione resta alta nel nord del Kosovo

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Tensione resta alta nel nord del Kosovo

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Si moltiplicano gli appelli internazionali al dialogo per risolvere la crisi nel nord del Kosovo, dove la tensione resta alta. Centinaia di abitanti serbi hanno di nuovo protestato, dopo avere eretto barricate lungo le principali vie di comunicazione in segno di protesta contro la decisione di porre ufficiali di dogana kosovari e internazionali lungo il confine con la Serbia. “Siamo venuti qui per impedire alla KFOR di fare quello che sta facendo, non deve farlo – dice il sindaco di Zupce Slavisa Ristic -. Tutti sappiamo perché lo sta facendo. Sta provando, con la forza, a creare un confine dove non esiste”.

Molti serbi accusano l’Unione europea e la Nato di avere imposto alle proprie forze sul terreno un ruolo politico. La Serbia non può accettare che la controparte cerchi di modificare le cose senza accordi. Forse qualcuno sta tentando – con il sostegno di alcuni Paesi – di trarre vantaggio dal fatto che la Serbia è impegnata nei negoziati relativi alla candidatura europea”. Il vice premier serbo ha parlato ai microfoni di euronews in occasione dei colloqui intrattenuti a Bruxelles sull’ingresso della Serbia nell’Unione europea.

Belgrado ha intanto smentito l’ipotesi – avanzata dalla stampa kosovara – di un incontro a New York tra il presidente serbo Bosir Tadic e il premier kosovaro Hashim Tachi per risolvere la crisi.