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Obama sfida repubblicani: più tasse per super ricchi

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Obama sfida repubblicani: più tasse per super ricchi

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Se l’America deve fare sacrifici, è giusto che a farli siano tutti gli americani, non soltanto la classe media. Obama tenta di recuperare consensi tra la sua base elettorale, con un piano di riduzione del deficit che prevede aumenti delle tasse per i super-ricchi, oltre a tagli alla spesa. L’obiettivo è risparmiare più di tremila miliardi di dollari in dieci anni.

“Il segretario di Warren Buffett non dovrebbe avere un’aliquota di imposta più alta di Warren Buffet, non c‘è alcuna giustificazione per questo – ha dichiarato il presidente dal Rose Garden della Casa Bianca – E’ ingiusto che in America un insegnante, un’infermiera o un operaio che guadagnano 50mila dollari l’anno debbano pagare più di chi ne guadagna 50 milioni”.

Il riferimento al miliardario Warren Buffet non è casuale. E’ stato proprio l’81enne presidente e amministratore delegato di Berkshire Hathaway a suggerire la tassa sui paperoni d’America, quelli cioè che guadagnano oltre un milione di dollari l’anno. Una fetta esigua della popolazione che, fin dal primo mandato di George Bush, gode di un regime fiscale privilegiato rispetto a quello imposto all’americano medio.

Di alzare le tasse, i repubblicani non vogliono sentir parlare e propongono invece di tagliare medicaid e medicare, ovvero i programmi statali per i poveri e per l’assistenza medica agli anziani. Una battaglia ideologica destinata a dividere la commissione bipartisan del Congresso a cui sono destinate le raccomandazioni di Obama. Se i parlamentari non raggiungeranno un accordo entro la fine dell’anno, i tagli alla spesa pubblica scatteranno in modo automatico.