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Libia: Bani Walid e Sirte tra offensive e contrattacchi

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Libia: Bani Walid e Sirte tra offensive e contrattacchi

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Una domenica ritmata dalla controffensiva dei lealisti, quella che scuote Bani Walid, uno degli ultimi bastioni di Muammar Gheddafi.

Bombardano le forze del nuovo governo libico, accovacciate dietro ai pick up per proteggersi dal fuoco nemico, posizionate nel raggio di 40 chilometri intorno alla città.

“Per quanto riguarda la nostra posizione a Bani Walid, tutti gli ingressi sono sotto controllo”, ha detto il comandante dei combattenti libici, Absalam Gnuna, “Abbiamo ricevuto ordini specifici e tattica dal consiglio militare. Nello stesso tempo, abbiamo l’ordine di aiutare quelle famiglie che tentano la fuga dalla città”.

Gli uomini di Gheddafi, per la Nato ridotti al 15 per cento, si concentrano nella zona che da Tripoli va verso Sebha a sud e Bani Walid. A guidarli a distanza lo stesso rais che, assicura il suo portavoce, è in Libia.

I comandanti dei ribelli intanto cercando nuovi appoggi nelle tribù locali per sferrare da est l’attacco definitivo sulla costa, a Sirte.

Il centro della città portuale è ancora sotto il controllo dei fedelissimi del colonello, che accusano la Nato di aver ucciso qui 2 mila persone negli ultimi 17 giorni.

Il rais avverte: “resisteremo per mesi”. Ma qui la partita sembra in mano ai ribelli.