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Schengen: braccio di ferro tra Bruxelles e gli stati membri

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Schengen: braccio di ferro tra Bruxelles e gli stati membri

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I controlli alle frontiere potrebbe essere reintrodotti piu’ facilmente all’interno dell’Unione europea, ma dopo cinque giorni sarà necessaria l’approvazione della Commissione europea e della maggior parte degli altri stati membri.

Presentando la proposta di riforma dello spazio Schengen, l’esecutivo europeo ha cercato di salvaguardare la libera circolazione delle persone, e al tempo stesso di aiutare paesi in difficoltà.

Spiega la Commissaria agli affari interni, Cecilia Malmstrom: “Se, in circostanze eccezionali, un paese non puo’ proteggere i propri confini, e questo ha conseguenze per tutta l’Unione Europea, allora quel determinato confine potrebbe essere sospeso, ma nessun paese puo’ essere escluso da Schenghen”

E’ un messaggio lanciato alla Grecia che dovrà accentuare i controlli lungo i 150 km di frontiera con la Turchia, da cui l’anno scorso sarebbero passati circa la metà dei clandestini arrivati in Europa.

Audrey Tilve, euronews:

“Per rafforzare Schengen, la Commissione propone di prendere decisioni a livello europeo, ma gli esempi recenti della Francia e della Danimarca mostrano che gli stati membri intendono restare padroni delle loro frontiere”

Francia, Spagna, e Germania hanno già criticato la proposta della Commissione, affermando che gli stati membri hanno la responsabilità politica di mantenere l’ordine interno e vogliono poter aver l’ultima parola senza dipendere da Bruxelles.

La Danimarca è già passata ai fatti quest’estate, sotto pressione dell’estrema destra, il precedente governo ha ripristinato i controlli alle dogane.