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Siria, repressione senza sosta. Ancora morti nelle province del nord

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Siria, repressione senza sosta. Ancora morti nelle province del nord

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Repressione senza sosta, nel nord della Siria. Secondo esponenti dell’opposizione, almeno quattro persone sono morte nella provincia di Idleb, vicino al confine con la Turchia. Qui si è svolta una operazione delle forze di sicurezza, giunte con centinaia di soldati e decine di tank.

Nel mirino i manifestanti che da mesi puntano alla caduta del regime.

“Noi manifestiamo per rivendicare i nostri diritti, la giustizia e la libertà. Ci accusano di essere salafisti, di far parte di al-Qaida, di essere terroristi e di voler creare una repubblica islamica. Ma è una enorme bugia. A Banyas e in tutta la Siria, musulmani e cristiani sono come fratelli”.

La mobilitazione è proseguita in molte altre città siriane. Secondo dati diffusi dalle Nazioni Unite, sarebbero più di 2600 le vittime di scontri a sfondo politico dall’inizio della protesta, nel mese di marzo.

Le opposizioni denunciano poi costanti atti di intimidazione da parte delle autorità. Queste immagini, i cui autori è difficile individuare, a causa del blocco totale a cui è sottoposto il paese, mostrano la casa di un militante saccheggiata dagli agenti della polizia siriana.