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Leterme lascia: emergenza politica per il Belgio

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Leterme lascia: emergenza politica per il Belgio

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È emergenza politica in Belgio, una riunione di crisi si è tenuta lunedì mattina dopo l’annuncio delle dimissioni da primo ministro ad interim di

Yves Leterme, che entro la fine dell’anno lascerà la vita politica per diventare segretario aggiunto all’Ocse.

Anche il re Alberto II è tornato d’urgenza a Bruxelles:

“Sono scoraggiato da questo lunghissimo periodo di crisi”

Rispettando il suo ruolo, il re ha ricordato in maniera solenne i rischi che questa situazione comporta per tutti i belgi.

Dalle elezioni del 13 giugno del 2010,

Leterme ha guidato un esecutivo in carica solo per gli affari correnti.

Gli sviluppi politici sono tutt’altro che incoraggianti, come ha denunciato il leader socialista Elio di Rupo, che ha il mandato di perlustrare il pantano politico belga per formare un governo, Di Rupo ha parlato di blocco profondo nei negoziati.

4 anni di crisi, 458 giorni senza governo, un record assoluto nella storia.

Tutto è iniziato con le legislative del 2007 che hanno dato voce per la prima volta alle rivendicazioni forti degli indipendentisti delle Fiandre.

A vincere è il cristiano democratico Yves Leterme, alleato con gli indipendentisti del NVA; a lui il compito di formare un governo di coalizione, ma la riforma statale che propone non convince e due mesi dopo è costretto a gettare la spugna.

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Comincia così il valzer dei vari esecutivi:

dicembre 2007: Guy Verhofstadt forma un governo di transizione; marzo 2008, Leterme ci riprova, ma il suo esecutivo cade sotto i colpi della crisi finanziaria.

Dicembre 2008, è la volta di Herman Von Rompuy che malgrado la buona volontà, nel giro di neppure un anno, è chiamato a guidare l’Unione europea.

Nel novembre del 2009, torna in scena Leterme che non riusce a aver la meglio sulla divisione tra fiamminghi e valloni.

Nell’aprile del 2010, Leterme dà le dimissioni e nuove consultazioni sono organizzate in tutta fretta. Queste sanciscono la profonda rottura del paese: con oltre il 28% delle preferenze, l’NVA trionfa nelle Fiandre.

Il leader del partito, Bart de Wever, chiede un’autonomia ancora più marcata per la sua regione, posizione inconciliabile rispetto a quella dei valloni.

Uno dei punti cruciali dei negoziati: i diritti linguistici speciali di cui godono i francofoni della periferia di Bruxelles, diritti che stanno stretti ai fiamminghi.

Sullo sfondo il futuro incerto di un Paese che poggia su una faglia che tiene lontani chi contesta il Belgio così com‘è oggi e i più romantici che denunciano uno sviscerato attaccamento alla madre patria.

L’apertura di questo quotidiano belga sulla partenza di Yves Leterme si presta a una duplice lettura, se il Belgio andrà a elezioni molti sostengono: saranno le ultime.