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Direzione Onu per la Palestina

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Direzione Onu per la Palestina

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Una campagna lanciata a livello globale per il riconoscimento dello stato palestinese.

Lunedì una delegazione era a Bruxelles per fare pressing presso le autorità europee, finora in prima linea a elargire finanziamenti che sono serviti a creare le istituzioni del Paese, ma nelle retrovie sulla questione del riconoscimento politico della Palestina.

A spingere il presidente palestinese anche lo stato di stallo dei negoziati di pace con gli israeliani.

Lo scorso autunno l’ennesimo tentativo per rilanciare il processo è fallito, il rifiuto del premier israeliano Benjamin Netanyahu di prolungare la moratoria sulla costruzione delle colonie ha messo il freno alla buone intenzioni del presidente dell’autorità palestinese.

Per i palestinese, le oltre 200 colonie di Israele in Cisgiordania , dove vivono oltre mezzo milione di cittadini israeliani costituisce un ostacolo maggiore per pervenire a un accordo.

La loro richiesta su questo punto è chiara: vogliono uno stato palestinese senza colonie, i cui confini siano quelli del 1967.

Punto su cui Israele non intende cedere: nel suo discorso davanti al Congresso degli Stati Uniti, a maggio, Netanyahu non ha lasciato ombra di dubbio:

“Saremo generosi per quanto riguarda le dimensioni del futuro stato palestinese, ma come ha detto il presidente Obama, i confini saranno diversi rispetto a quelli anteriori al 4 giugno 1967”.

Mahmud Abbas ha replicato perseguendo il suo obiettivo di riconoscimento a livello bilaterale.

Qui è in Libano per l’inaugurazione ufficiale dell’ambasciata palestinese a Beirut.

Recentemente ha ottenuto il riconoscimento di un centinaio di Paesi tra cui Brasile, Argentina, Cile.

L’obiettivo prossimo è l’adesione all’Onu, gli Stati uniti non la vedono di buon occhio ma i palestinesi non dimenticano le parole di Barack Obama dell’anno scorso.

“Quando torneremo l’anno prossimo spero riusciremo a avere un accordo che porti a avere un nuovo membro delle Nazioni Unite, uno stato indipendente della Palestina….”.

Un seggio all’Onu, un sogno che i palestinesi vogliono diventi realtà .

La poltrona resta un simbolo, che non lascia nessuno indifferente a Israele.