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Crisi: Cina ancora di salvezza per l'Italia?

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Crisi: Cina ancora di salvezza per l'Italia?

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L’ Europa del futuro potrebbe parlare sempre più cinese. Il gigante asiatico, dopo essersi impegnato a sostenere i Paesi più fragili della zona euro, adesso guarda all’Italia.

Alla vigilia dell’approvazione, grazie alla fiducia, della manovra economica da più di 54 miliardi, la Penisola resta nell’occhio del ciclone. E il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che anni fa aveva espresso il suo timore su una colonizzazione del Vecchio Continente da parte della Cina, ora sembra rivolgersi proprio a Pechino.

Il debito italiano ammonta a circa 1900 miliardi di euro, circa il 120% del Prodotto interno lordo, mentre la Cina ha nelle sue mani più di 2300 miliardi di euro in oro e valuta straniera.

Robert Halver, analista: “La Cina è disposta ad acquistare titoli di Stato italiani. È un messaggio a Bruxelles e a Berlino perché così hanno chiarito che l’Italia è ancora un membro dell’eurozona. La Cina non è disposta a comprare bond greci. Ed è ovvio che ai suoi occhi la Grecia non è un membro dell’Eurozona, e non lo sarà mai”.

Pechino, che deterrebbe già circa il 4% del debito italiano, sarebbe anche interessata all’acquisto di partecipazioni in aziende strategiche come Enel o Eni. La scorsa settimana a Roma Tremonti e Matteoli hanno incontrato una delegazione cinese arrivata in Italia per valutare possibili investimenti industriali.

E mentre il Tesoro ha collocato sul mercato i BTP a cinque anni con un tasso d’interessi del 5.6%, il più alto da quando l’euro è nato, dal presidente degli

Stati Uniti, Barack Obama è arrivato un appello ai leader europei. Il capo della Casa Bianca ha chiesto che vengano messe a punto una politica monetaria

e una politica fiscale comuni.

Per Obama l’unica soluzione possibile è mostrare ai mercati che i Paesi della zona euro sono pronti a sostenersi reciprocamente e sono pronti a correre in aiuto di quelli in difficoltà.