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Giappone, sei mesi dopo il sisma e lo tsunami

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Giappone, sei mesi dopo il sisma e lo tsunami

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Il Giappone ricorda le 20 mila vittime del sisma e dello tsunami dell’11 marzo.

Una tragedia aggravata dall’emergenza nucleare, dai tifoni, dalle scosse che non cessano.

Eppure, è da questo nord est devastato che la speranza riprende colore in un gigantesco arcobaleno: “Molte persone vengono colpite da catastrofi naturali e artificiali”, spiega l’organizzatore Taishi Uchimaya, “Vogliamo aiutarle a continuare a sognare, a sperare, a condividere i propri sogni. Allora può diventare un arcobaleno che dà speranza a tutti. Così siamo andati in giro a raccogliere i sogni di tutti per realizzarlo”.

La ricostruzione richiederà dieci anni e stenta a partire, la crisi nucleare persiste. Uno scenario marcato dalla caduta di un governo, dalle difficoltà dell’esecutivo fresco di nomina che ha già perso un ministro e dalle ricorrenti proteste di piazza per un futuro senza nucleare.

E intanto il cielo di Fukushima è stato illuminato da mille lanterne di carta per rendere omaggio ai sinistrati, ai morti e ai dispersi di quella che è stata definita la più grande catastrofe vissuta dal Giappone dalla seconda guerra mondiale a oggi.