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Israele distende i toni dopo l'attacco alla sua ambasciata al Cairo

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Israele distende i toni dopo l'attacco alla sua ambasciata al Cairo

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Distende i toni, Israele, dopo il grave attacco alla sua sede diplomatica al Cairo.

Una protesta di piazza degenerata in uno degli incidenti più gravi dalla fine della rivoluzione che, a febbraio, ha deposto Hosni Mubarak.

Ma il premier Benjamin Netanyahu non intende mettere a repentaglio i rapporti con il primo paese arabo ad aver firmato un accordo di pace, fin dal 1979: “Israele continuerà a sentirsi impegnata dagli accordi di pace con l’Egitto. Stiamo lavorando con il governo egiziano per far tornare il nostro ambasciatore al Cairo il più presto possibile. Vorrei assicurare che le misure di sicurezza necessarie per lui e per il nostro staff saranno costanti e forniranno loro la sicurezza necessaria”.

Le relazioni tra i due pasi erano tese fin da agosto, quando l’ambasciata israeliana era già stata bersaglio di proteste per la morte di cinque guardie di frontiera.

Gli scontri dell’ultima notte hanno devstato le vie del Cairo. Le forze dell’ordine egiziane, che all’inizio hanno faticato a riprendere il controllo, hanno poi incassato il plauso dêllo stesso Netanyahu per aver evitato un disastro.

Sarebbero intervenute, a detta del premier israeliano, dietro pressione statunitense.

Pesante il bilancio: quattro i morti, quasi 1100 i feriti.