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Grecia: proteste contro l'austerità

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Grecia: proteste contro l'austerità

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La serrata fiscale: bar e ristoranti in Grecia pagheranno l’IVA come hanno fatto finora, ma rifiutano di riconoscere l’aumento previsto dal piano d’austerità.

Il governo ha stabilito che l’IVA passi dal 13% al 23%. Misura che dovrebbe fruttare allo Stato 750 milioni di euro, se tutto andasse bene. Questo aumento però, secondo l’associazione di categoria, significa fallimento per un gran numero di esercenti.

“La crisi ci ha colpiti in modo pesantissimo. Subiamo un calo compreso tra il 35% e il 40%. Anche di più, nel corso dell’estate”

L’economia del Paese è in recessione: meno 5% quest’anno, meno 2% l’anno prossimo, nel migliore dei casi. Il gradimento del Governo precipita. I sindacati hanno organizzato una protesta anche a Salonicco, in occasione dell’arrivo in città del premier Papandreou, per pronunciare un discorso necessariamente scontato: costretto a sostenere le misure anti-crisi, senza poter davvero convincere né i greci né gli europei: “Vogliamo che il governo ritiri le ultime misure – dice una pensionata nel corso della manifestazione odierna ad Atene – deve ritirare i tagli alla sanità e alla scuola, e anche le tasse per i pensionati. Non ce la facciamo”

E Papandreou non le può ritirare, quelle misure: perché deve ancora convincere l’Europa a sbloccare il nuovo prestito da 109 miliardi di euro, concordato in luglio ma ancora oggetto di un difficile negoziato: tra i partner europei, ma anche in seno al Parlamento greco, e alla stessa maggioranza socialista.