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11/9: la "memoria collettiva" dei newyorchesi, grazie alle dattilografe

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11/9: la "memoria collettiva" dei newyorchesi, grazie alle dattilografe

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La memoria collettiva dei newyorchesi trova spunto nelle sedie vuote a Bryant Park, tante quante furono le vittime del World Trade Center, e libero sfogo grazie alle dattilografe: ragazze che usano vecchie macchine per scrivere e che raccolgono i pensieri di chi, all’ora di pranzo, in questo fine settimana, vuole lasciare un messaggio, un ricordo. Dieci anni dopo.
 
“Ero a New York, in quei giorni, e poi sono andato a combattere in Iraq, dopo quello che è successo.   Ricordo solo come mi sentivo con il cuore spezzato, per la gente, per la città, per il Paese”
 
In quei giorni c’era anche lei, allora giovanissima, Ellen, una delle tantissime volontarie:
 
“Facevo l’infermiera, e venni come volontaria in una delle squadre di soccorso dalla California.  Sentii un’immensa tristezza, accompagnata da un’enorme compassione e solidarietà”
 
“Una donna ha detto che avrebbe voluto che l’America cogliesse quell’occasione per farsi portatrice di pace, e non di guerra”, racconta una delle dattilografe, che in questi giorni si devono confrontare con i ricordi e le speranze di migliaia di persone.