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Libia: ancora troppe armi in circolazione, secondo il direttore anti-crisi dell'UE

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Libia: ancora troppe armi in circolazione, secondo il direttore anti-crisi dell'UE

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Dopo tre mesi di assedio Tripoli spera in un rapido ritorno alla normalità. Ma per il direttore dell’unità di risposta alle crisi dell’UE la situazione resta ancora fragile. Euronews ha intervistato Agostino Miozzo al termine della sua missione a Tripoli. A causa del gran numero di armi in circolazione, dice, regna una forte instabilità.

Raquel Garcia, euronews:

“Lei è appena tornato da Tripoli dove ha inaugurato l’ufficio europeo. Vorrei chiederle: che idea si è fatto della situazione attuale al termine della sua missione?”

Agostino Miozzo, Direttore dell’unità di risposte alle crisi del servizio diplomatico europeo:

“La situazione attuale rimane ancora molto fragile. Si ha la percezione di una città che vuole rapidamente tornare alla normalità. Ma ci sono delle variabili ancora molto importante. C‘è una fragilità del tessuto, ci sono troppe armi che circolano, troppi giovani, troppi uomini con i loro kalashikov. La presenza delle armi mi dà la percezione di una instabilità ancora molto importante”.

Raquel Garcia, euronews:

“Cosa puo’ fare l’Europa per garantire piu’ sicurezza?”

Agostino Miozzo, Direttore dell’unità di risposte alle crisi del servizio diplomatico europeo:

“Questa missione, questo advanced team che è stato mandato su indicazione dell’Alto rappresentante Cathrine Ashton, ha già dato un segnale tangibile forte di presenza dell’intero sistema europeo sul territorio libico. Aver issato la bandiera europea sul tetto dell’albergo dove abbiamo aperto il nostro ufficio è stato un segnale molto importante per i rappresentanti politici del futuro governo ma anche per la popolazione”.

Raquel Garcia, euronews:

Trovare Gheddafi è una condizione indispensabile per tornare alla normalità?

Agostino Miozzo, Direttore dell’unità di risposte alle crisi del servizio diplomatico europeo:

“Trovare Gheddafi è molto importante, Gheddafi oggi è una fantasma che circola, è una presenza inquietante, non solo è Gheddafi come persona fisica, ma è Gheddafi e tutto quello che lui rappresenta. Gheddafi ha perso la guerra. Gheddafi is over. Ma Gheddafi ancora presente è veramente inquietante.”

Raquel Garcia, euronews:

“La Nato esclude la possibilità di aver truppe sul terreno. L’Unione europea è pronta ad assumersi la responsabilità di una missione civile in Libia? E da quando?”

Agostino Miozzo, Direttore dell’unità di risposte alle crisi del servizio diplomatico europeo:

“Noi abbiamo dato la nostra disponibilità e il Consiglio ha dato la disponibilità, sarà al futuro governo libico chiedere di cosa hanno bisogno. Di certo sappiamo che non hanno bisogno di risorse finanziarie, la Libia è un paese ricco. Ma sicuramente sappiamo che avranno bisogno di risorse tecniche, di expertise, e quello l’Europa è pronta a darlo”.

Raquel Garcia, euronews:

“Durante la sua visita a Tripoli lei si è riunito con i membri del consiglio nazionale di transizione, tra cui alcuni rappresentanti dell’industria del petrolio. Si rispetteranno i contratti firmati sotto il regime di Gheddafi?

Agostino Miozzo, Direttore dell’unità di risposte alle crisi del servizio diplomatico europeo:

“Tutti si sono espressi nel senso del business continuity. E business continuity significa da una parte il rispetto degli impegni internazionale che il governo precedente aveva preso e dalla parte interna la necessità dei tecnici e degli operatori di tornare al lavoro. Un aneddoto interessante: quando io ero ancora a Tripoli ho visto circolare un SMS a tutti i telefoni cellulari del paese nel quale veniva data indicazione a tutti i lavoratori alla fine del Ramadan di tornare al proprio posto di lavoro”.